ROMA - L'Italia cambia rotta e punta all'energia nucleare. «Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione - ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, suo intervento all'assemblea di Confindustria. «Solo gli impianti nucleari - ha aggiunto il ministro - consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente».
IMPEGNO ASSUNTO DA BERLUSCONI - La scelta del nucleare «è un solenne impegno assunto dal presidente Berlusconi all'atto della fiducia al nuovo governo. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione». Il ministro ha anche messo in luce la necessità di definire «una strategia energetica nazionale contenente priorità, indirizzi e strumenti di attuazione per il breve e il lungo periodo» e che sarà sottoposta a pubblica consultazione attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente.
LEGAMBIENTE - «Ecco che riparte la favoletta del nucleare che risolve tutti i problemi energetici dell'Italia», ha commentato la notizia Legambiente. «Prima di sbandierare atomi a destra e a manca», sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, «l'esecutivo dovrebbe chiarire dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli impianti. Per esempio: il primo e finora unico reattore nucleare commissionato nell'Europa occidentale dopo Cernobyl, quello finlandese sull'isola di Olkiluoto, ha già sforato il budget di spesa previsto del 35%. Inoltre l'Energy information administration degli Usa, non una setta di fanatici ecologisti dunque, afferma che l'elettricità proveniente da una nuova centrale nucleare è più costosa del 15% rispetto a quella prodotta con il gas naturale, senza contare lo smaltimento delle scorie e i costi di dismissione della centrale stessa. Dire, come fa Scajola, "nuova generazione" si intende la quarta generazione, che è però ancora in una fase embrionale. Se tutto va bene impianti di questo tipo saranno disponibili tra 20-25 anni». Infine Legambiente chiede al governo di indicare anche dove vorrebbe aprire le nuove centrali.
ENEL: «SIAMO PRONTI» - «Tecnicamente l'Enel è pronta», ha detto l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, in merito all'annuncio del governo di aprire al nucleare in Italia. «La durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile», serve però un quadro normativo aggiornato e una forte spinta di condivisione al progetto da parte del territorio».
EDISON: «FAREMO NOSTRA PARTE» - Giudizio positivo dell'amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino, alle dichiarazioni di Scajola: «È particolarmente condivisibile l'apertura del nuovo governo al nucleare e, più in generale, alla diversificazione del mix energetico. Edison è pronta a fare la sua parte e a lavorare con il governo alla realizzazione di questo processo».
GREENPEACE: «INACCETTABILE» - Secondo l'organizzazione internazionale ecologista Greenpeace, «l'annuncio del governo è inaccettabile e suona come una dichiarazione di guerra. Il governo pensa di riaprire il discorso con qualche decreto legge? Avrà le risposte che merita», ha detto Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace Italia. «È necessario rendere più facile il percorso autorizzativo delle fonti rinnovabili e lanciare un piano nazionale per l'efficienza energetica che può dare, a costi inferiori a quelli di produzione, l'equivalente di 15 centrali entro il 2020: è questa e non il nucleare la strada giusta».


SERENISSIMA_697
Bastansa... se serve e risparmien daghe de nucleare!
Insomma, nutro qualche perplessità, ma non sul tipo di Energia (che in parte importiamo), ma sulla reale realizzazione di nuove centrali ad alta tecnologia.
Ricordiamoci che siamo Italiani... anche su questo.
Mettiamocela via comunque, quando si parla di Nucleare, non c'è mai da stare tranquilli, ahimè.
:::Nucleare SI!!!
Non abbiamo altra scelta, basta guardare i costi di energia e combustibili.
I tempi sono maturi, dobbiamo vivere nel futuro!!
Gli Stati che ci stanno attorno si sono già adeguati, e se la centrale scoppia in Francia non è che noi ci salviamo...
Ma il Serenissimo che scrive e scrive, perchè non commenta?
Laura
SERENISSIMA_697
Sono perfettamente d'accordo con Laura... il nucleare è una delle strade da perseguire per lo sviluppo e rilancio economico del paese... ma non solo! Assieme ad esso aggiungerei sicuramente l'eolico su Trieste, il solare al sud italia e molto altro ancora, tutti progetti fattibili basta che ci sia di fondo una volontà politica.
Non potremmo mai essere un paese competitivo finchè non avremo energia propria.
Inoltre volevo rispondere a Robbin che il problema non sono sicuramente le capacità tecniche degli Italiani visto che fu proprio Enrico Fermi nel 1959 a costruire il primo reattore nucleare in provincia di Varese e nel 1966 eravamo il terzo paese al mondo produttore di energia nucleare.
Poi c'è stato il 1986 con Chernobyl e da quell'anno nacque un vero e proprio atteggiamento critico nei confronti dell' energia nucleare. In Italia fu bloccata l' attuazione di una parte del Piano Energetico Nazionale che prevedeva l'apertura di cantieri per nuove centrali nucleari.
Ora essendo più sicuri i processi produttivi penso che sia ora di ripartire... anzi e già tardi per ripartire... no???
Condivido in pieno le parole di Serenissima!
Credo che in Italia ci siano le menti-la manualità-e la voglia di fare.
Oltre alla volontà politica ci metterei talvolta la poca intraprendenza imprenditoriale, talvolta è meglio perseguire strade più facili.
Un ricordo scolastico mi sovviene..le maestre-professori ci inculcavano la testa sul nucleare NO e su l'europa SI, adesso ci troviamo indietro sul nucleare (che oramai tutti hanno) ed ultimi in Europa...
..."la rivoluzione del 68" ha o no formato grandi menti?...
Laura
...e poi pensavo...
E quelli di Rock and Doc cosa possono fare per un mondo più pulito, più moderno, più innovativo?
Perchè non optare per i pannelli fotovoltaici?
Non so come vengano alimentate le luci, il palco e tutte le strutture in parco presenti, forse con enel+generatori, fate una prova, un 50 alimentazione con il medodo classico un 50 con il fotovoltaico, magari trovare pure una ditta che per farsi pubblicità in cambio vi da questo servizio.
Per il parco-giardino di San Donà sarebbe un bel colpaccio...alla faccia di chi Vi critica sempre.
Enrico Fermi è stata una persona eccezionale da questo punto di vista: un Nobel.
E’ chiaro che non possiamo dipendere dalla “presa di corrente” allacciata ad altre nazioni, tuttavia esperimenti passati di Eolico e Solare non hanno soddisfatto completamente quello che è il fabbisogno sempre piu’ crescente di Energia Elettrica.
Il problema è che l’Eolico ed il Solare hanno un rendimento variabile:
1) Per sopperire alla variabilità del rendimento si è costretti a costruire dei grandi “serbatoi” di energia (molto costosi) e vi posso garantire che non è facile immagazzinare energia per lungo tempo a parità di consumo. (basti pensare ad una pila ricaricabile: se manca la ricarica la pila si scarica…)
2) Servono spazi immensi: Spagna e Austria hanno campagne piene di “mulini” eolici, significa che ci vogliono molti “mulini” per generare qualche MW. Idem dicasi per la superficie destinabile al solare, parliamo di ettari interi per avere qualche MW.
Il nucleare non ha un rendimento variabile, ovvero le celle ove avviene la fissione esprimono così tanta Energia che basta e avanza. Difficilmente il carico manda in crisi il generatore. Il rendimento è sicuramente piu’ alto dell’ eolico/solare.
Il problema che forse Fermi non si era del tutto posto, giacche’ nei suoi tempi si era agli solo agli arbori del nucleare e giacchè non vi era il consumo di Energia elettrica che c’è ora, erano gli scarti della produzione: scorie radioattive…
La fissione controllata purtroppo ne genera molte e in un ipotetico domani rischierebbero di essere scomode da gestire. Tipo la “monnezza” di Napoli che nessuno vuole.
La fusione nucleare potrebbe essere la svolta … sono anni che cercano di ricavare un qualcosa di industrializzabile, ma è difficile con la tecnologia e le risorse ($$$) attuali.
Ho i miei dubbi sulla capacità di realizzazione di una centrale di “4a generazione”, come la chiama la stampa. E’ certo che noi Italiani non abbiamo bisogno di nessuno che ci faccia da maestro su questo, ma è anche vero che un progetto del genere richiede degli studi che non sono ancora stati completati, sarebbe brutto lavorare con delle centrali “prototipo”… In Russia funzionava diversamente anche quando costruivano le centrali di “1a generazione”.
Sostengo il nucleare, a differenza di quello che potete pensare, tuttavia voglio andare con calma e avere i “piedi di piombo” (così non prendo radiazioni) su quella che sarà la realizzazione di un gran progetto che ci permetterebbe di slacciarci (energicamente) dalla Svizzera, dalla Francia e dalla Slovenija.
E speriamo che questo progetto sia un giorno attuabile anche per il petrolio e per il gas…
E' più pericolosa l'energia nucleare, o sono più pericolosi gli italiani?
Se parlassimo dell'apertura di impianti nucleari di nuova generazione in Svizzera, ognuno di noi sentirebbe di poter dormire sogni più tranquilli rispetto alla apertura dello stesso impianto pochi chilometri sotto il confine in territorio italiano. La regola dell'affidabilità scende man mano che si scende di latitudine, provate a pensare se questo impianto fosse aperto a Roma, o a Napoli...
SERENISSIMA_697
Il ministro dello Sviluppo economico: «Se noi partiamo adesso significa poter essere pronti nel 2018-'20»
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Scajola: «Via al nucleare» (22 maggio 2008)
ROMA - Il governo precisa. E il «sogno nucleare» si allontana. Per Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, che parla ai microfoni di Sky Tg24 «se noi partiamo adesso» con il nucleare, come detto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'insediamento, e da Scajola stesso a Confindustria, ciò «significa poter essere pronti, con il tempo di costruzione, la scelta della tecnologia, l'ubicazione dei siti e tutto ciò che serve per costruire un percorso virtuoso e non di divisioni nella nostra popolazione, nel 2018-2020».
Claudio Scajola (Imagoeconomica)
Saremmo pronti, aggiunge Scajola, «nel momento importante come scadenza a livello mondiale e europeo ad avere un'energia nucleare che possa coprire 1/4 della nostra esigenza». Se coprissimo «il 25% col nucleare, il 25% con le rinnovabili e il 50% con le fonti fossili tradizionali, gas e carbone pulito- precisa Scajola- avremmo un mix energetico che è equlibrato e ci permette di affrontare il futuro con sicurezza e a minori costi».
DIPENDENZA ENERGETICA - Oggi, ha continuato Scajola che ha dichiarato di aver votato a favore del referendum che obbligò il governo a chiudere le centrali nucleari esistenti nel nostro Paese «all'Italia serve un mix energetico che garantisca maggiore indipendenza» e quindi è necessario anche il ritorno al nucleare. Il problema dell'energia «è uno dei più grandi di questo Paese», ha proseguito, perchè «l'energia serve non solo per illuminare e riscaldare ma anche per le aziende e il commercio». Quindi «se le decisioni hanno una logica e una prospettiva non bisogna avere paura di spiegarlo ai cittadini e, se si fanno i conti, la gente capisce» anche la scelta del governo di rivedere la scelta referendaria.
CENTRALI DI III GENERAZIONE - Le centrali nucleari che il governo vuole costruire in Italia saranno «d'avanguardia». Scajola parla ribattendo alle critiche secondo le quali il governo vuole investire su una tecnologia già vecchia, quella di III generazione, sostenendo che invece si dovrebbe puntare sulla IV generazione. Le centrali di IV generazione «non esistono e sono solo studi - avverte Scajola - può darsi che nel 2100 potranno esserci». Invece, di quelle di «III generazione avanzata - spiega il ministro- se ne sta realizzando una in Finlandia», e l'Enel partecipa ad un'altra in Francia: «è avanguardia, non sono vecchie», sottolinea. Con l'attuale situazione energetica «non possiamo dire nel 2100 ne parliamo», conclude Scajola, «chi parla di IV generazione vuol nascondere la testa sotto la sabbia e non parlare del futuro».
BOLLETTE PIU' LEGGERE PER CHI VIVRA' VICINO ALLE CENTRALI - Ma come farà il governo a far accettare alle popolazioni dei siti prescelti la vicinanza con le centrali nucleari? Proponendo bollette più leggere per i cittadini dei comuni che ospiteranno impianti nucleari dice ancora Scajola. Il ministro spiega: «Ci saranno grandi benefici per i cittadini che avranno il disturbo psicologico di ospitare un impianto nucleare: dovranno pagare molto meno e avere bollette più leggere».