Ue: ok a direttiva per rimpatrio clandestini
Armonizzazione delle normative sulle espulsioni: fino a 18 mesi nei Cpt, divieto di rientro per 5 anni
Roberto Maroni (Ansa)
LUSSEMBURGO - I 27 ministri dell'Interno dell'Unione europea hanno approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli immigrati clandestini extracomunitari. La presidenza di turno slovena punta a farla approvare in prima lettura dall'Europarlamento il prossimo 18 giugno o almeno entro la fine del mese. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha commentato che «alla luce della direttiva europea, continuo a ritenere che il reato di immigrazione clandestina sia la via giusta».
MARONI - «Torno in Italia confortato che la strada che abbiamo seguito è quella corretta. Non ci sono dubbi e non ci devono essere ripensamenti su questo», ha aggiunto il ministro, che ha poi parlato dei contrasti con Berlusconi che aveva detto, a titolo personale, di ritenere più corretto considerare la clandestinità un'aggravante e non un reato in sé. «Non c'è dubbio che la dichiarazione di Berlusconi, anche se fatta a titolo personale, ha un peso rilevante. Mi sono detto sorpreso perché non ero stato informato di questa sua posizione personale. Mi è parso di capire che Berlusconi abbia espresso le sue perplessità sull'efficacia, sul modo in cui questa norma possa essere applicata: sovraffollamento delle carceri, l'azione dei magistrati. Problemi che conosciamo bene e che risolveremo. Se l'obiezione di Berlusconi è questa, può stare tranquillo e vedrà che sarà risolto il problema». Sul reato di clandestinità, ha aggiunto Maroni, «ne abbiamo discusso mercoledì sera con Umberto Bossi e questa è la linea che è uscita. Se qualcuno la pensa diversamente nel governo e libero di farlo. Ma vorrei evitare che qualcuno accreditasse l'ipotesi che nella Lega ci siano opinioni diverse. Il reato di immigrazione clandestina viene introdotto come strumento più efficace per procedere alle espulsioni, a prescindere dalla detenzione o meno».
DIVIETO DI 5 ANNI - La direttiva punta ad armonizzare la normativa europea per quanto riguarda i rimpatri e prevede, tra l'altro, la possibilità di detenere un immigrato clandestino in appositi centri fino a sei mai, estendibili a un massimo 18 mesi in tre casi: rischio di fuga, mancata collaborazione nel rimpatrio e non disponibilità dei documenti. La direttiva prevede anche la possibilità di detenere ed espellere anche i minori a certe condizioni, il divieto di reingresso nell'Ue per un massimo di cinque anni per chi è stato colpito da un provvedimento di rimpatrio, ma anche il patrocinio pubblico per sostenere le spese di quanti vorranno fare ricorso contro il decreto di espulsione. «La detenzione, così come prevede la direttiva, serve per l'identificazione», ha spiegato Maroni. «Se uno il giorno dopo essere messo nel Cpt il clandestino dice chi è, non rimane detenuto per 18 mesi, ma viene espulso immediatamente. La direttiva consente di tenerlo nei Cpt anche dopo l'identificazione per ottenere il nullaosta dal Paese di provenienza». L'Ue ha in pratica adottato la legislazione sui clandestini vigente in Germania e Gran Bretagna, sconfitta la Francia, dove la durata massima di detenzione nei Cpt è di 32 giorni.
Ue: ok a direttiva per rimpatrio clandestini
Armonizzazione delle normative sulle espulsioni: fino a 18 mesi nei Cpt, divieto di rientro per 5 anni
Roberto Maroni (Ansa)
LUSSEMBURGO - I 27 ministri dell'Interno dell'Unione europea hanno approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli immigrati clandestini extracomunitari. La presidenza di turno slovena punta a farla approvare in prima lettura dall'Europarlamento il prossimo 18 giugno o almeno entro la fine del mese. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha commentato che «alla luce della direttiva europea, continuo a ritenere che il reato di immigrazione clandestina sia la via giusta».
MARONI - «Torno in Italia confortato che la strada che abbiamo seguito è quella corretta. Non ci sono dubbi e non ci devono essere ripensamenti su questo», ha aggiunto il ministro, che ha poi parlato dei contrasti con Berlusconi che aveva detto, a titolo personale, di ritenere più corretto considerare la clandestinità un'aggravante e non un reato in sé. «Non c'è dubbio che la dichiarazione di Berlusconi, anche se fatta a titolo personale, ha un peso rilevante. Mi sono detto sorpreso perché non ero stato informato di questa sua posizione personale. Mi è parso di capire che Berlusconi abbia espresso le sue perplessità sull'efficacia, sul modo in cui questa norma possa essere applicata: sovraffollamento delle carceri, l'azione dei magistrati. Problemi che conosciamo bene e che risolveremo. Se l'obiezione di Berlusconi è questa, può stare tranquillo e vedrà che sarà risolto il problema». Sul reato di clandestinità, ha aggiunto Maroni, «ne abbiamo discusso mercoledì sera con Umberto Bossi e questa è la linea che è uscita. Se qualcuno la pensa diversamente nel governo e libero di farlo. Ma vorrei evitare che qualcuno accreditasse l'ipotesi che nella Lega ci siano opinioni diverse. Il reato di immigrazione clandestina viene introdotto come strumento più efficace per procedere alle espulsioni, a prescindere dalla detenzione o meno».
DIVIETO DI 5 ANNI - La direttiva punta ad armonizzare la normativa europea per quanto riguarda i rimpatri e prevede, tra l'altro, la possibilità di detenere un immigrato clandestino in appositi centri fino a sei mai, estendibili a un massimo 18 mesi in tre casi: rischio di fuga, mancata collaborazione nel rimpatrio e non disponibilità dei documenti. La direttiva prevede anche la possibilità di detenere ed espellere anche i minori a certe condizioni, il divieto di reingresso nell'Ue per un massimo di cinque anni per chi è stato colpito da un provvedimento di rimpatrio, ma anche il patrocinio pubblico per sostenere le spese di quanti vorranno fare ricorso contro il decreto di espulsione. «La detenzione, così come prevede la direttiva, serve per l'identificazione», ha spiegato Maroni. «Se uno il giorno dopo essere messo nel Cpt il clandestino dice chi è, non rimane detenuto per 18 mesi, ma viene espulso immediatamente. La direttiva consente di tenerlo nei Cpt anche dopo l'identificazione per ottenere il nullaosta dal Paese di provenienza». L'Ue ha in pratica adottato la legislazione sui clandestini vigente in Germania e Gran Bretagna, sconfitta la Francia, dove la durata massima di detenzione nei Cpt è di 32 giorni.